Agricoltura altra e consumo critico nel piacentino

IL 25 GIUGNO si è svolta, in un’assolata giornata d’estate il convegno “Agricoltura altra e consumo critico nel piacentino” organizzato dalla Fondazione Bertuzzi di Piacenza in collaborazione con OSTemi (Osservatorio territorialisti/e diMilano).

La sala messa a disposizione per l’incontro dalla Locanda dei Melograni a Caratta era un’accogliente mansarda restaurata con tecniche conservative e fornita di un’attenta e discreta esposizione di oggetti agricoli del passato ben inserita all’interno di un edificio rurale d’epoca.

Più di 60 persone hanno partecipato alla giornata ed il clima respirato durante tutto lo svolgersi dell’incontro ha avuto un sapore familiare, festoso, compartecipato e “a tratti commovente” come ha fatto notare una partecipante.

Il motivo del convegno era quello di dare voce a piccole e medie realtà rurali che lavorano sul territorio piacentino in modo virtuoso con metodi non tradizionali, pioneristici e coraggiosi .

Tra le tante persone contattate durante 3 mesi di indagini in provincia, dalla pianura alla montagna, è stato individuato un piccolo e vario campione di coloro che nel territorio stanno contribuendo alla transizione verso un’agricoltura sostenibile ed uno stile di vita più sobrio, legato ai ritmi della natura che spesso coincide con il ridare vita a territori abbandonati in loro difesa.

Il panorama piacentino emerso durante l’indagine vivace e molto vario è stato avvalorato dall’accorato racconto delle diverse esperienze narrate. La presenza di  relatori spesso molto giovani ed in ogni caso appassionati del proprio lavoro ha dato al pubblico nuova fiducia per il futuro e voglia al contempo di partecipare alla buona riuscita delle iniziative man mano descritte. Si è potuto palpare la caparbia volontà da parte di giovani imprenditori di riconquistare i territori di  montagna e la necessità di diversificare le attività in collina ed in pianura.

Dino Magistrati e Lorenzo Spagnoli

   Lorenzo Spagnoli, coordinatore dei lavori, dopo i saluti di Dino Magistrati, presidente della Fondazione ha spiegato come sia nata da parte di alcuni operatori piacentini la collaborazione con il gruppo Ostemi di Milano.

A seguito del seminario “Contadini e complici” tenutosi a Milano che riguardava sostanzialmente esperienze in corso nell’area metropolitana milanese nel settore dell’agricoltura sostenibile e nella tutela del territorio agricolo rurale si era infatti prospettata l’idea di dare un seguito a tali tematiche analizzando il panorama di un territorio limitrofo, meno urbanizzato come quello piacentino e di tradizione agricolo silvo pastorale. 

   Il professor Giorgio Ferraresi, dell’Osservatorio dei territorialisti di Milano,  ha successivamente sostenuto come l’agroindustria e la grande distribuzione non abbiano considerato in molti casi il territorio come un bene da tutelare in modo attivo e siano stati responsabili di gravi fenomeni di degrado. D’altra parte, ha sostenuto Ferraresi, nel corso di un lavoro che dura da anni l’Osservatorio ha messo in rilievo che vi sono molte esperienze in campo agricolo che configurano il territorio come una “bioregione” da valorizzare e puntano alla produzione di un cibo di qualità, attento alle esigenze riscontrabili localmente, alla sostenibilità, all’ambiente.

Sicuramente la nostra provincia dovrebbe fare tesoro di queste esperienze milanesi perché abbiamo sicuramente tanto da valorizzare e niente da invidiare!

Il mio breve intervento ha descritto il lavoro di raccolta dati delle neo ruralità su territorio piacentino ed il metodo utilizzato basato sul contatto diretto con i produttori locali nelle proprie aziende e con i vari operatori del settore. Agricoltori, gasisti, operatori di blog, di associazioni di categorie… sono stati i principali fornitori di nominativi che hanno permesso di sviluppare una prima mappatura della provincia di Piacenza.

Finalmente dopo le 10 è iniziato il cuore del convegno: 10 agricoltori e titolari di aziende hanno raccontato la propria attività in maniera informale ed accalorata; la propria filosofia, gli obiettivi, le difficoltà. Si è partiti dalle aziende presenti in pianura fino a quelle di montagna.

Molto interessanti i contenuti.

Azienda Lungacque

1) Alessandro Fontana dell’az. Lungacque, Caratta-Gossolengo-  che ha aperto la sessione è subito entrato in tema  parlando di “Permacultura” che da qualche anno pratica nella sua azienda dove il criterio di base è un equilibrio ecologico fra diverse forme di vita.  In azienda hanno vasche di allevamento semiestensivo di pesci autoctoni, carpe tinche ed alborelle che vendono in loco e praticano agricoltura sinergica e sociale attraverso la realizzazione di orti familiari.

Fausto Repetti - Campo dei frutti

2) La raccolta di frutti a mano operata direttamente dal cliente nel giusto momento di maturazione raccontata da Fausto Repetti del “Campo dei frutti” di Piacenza con ironia, simpatia e professionalità è stata apprezzata da molti e Fausto ha interloquito con il pubblico spiegando le sue techniche di coltivazione. Più vicine all’agricoltura eco-compatibile producono frutti sani e naturali. Il rapporto di fiducia con il cliente è la chiave del suo successo.

Alberto Vignati e Laura Cignatta

3) Una vera e propria novità presentata al convegno è la neofita rete di imprese “Gallettificio Val Tidone” con sede alle porte di Borgonovo che produce e commercializza gallette biologiche di mais pregiato piacentino e grano saraceno.

Titolari due giovani ragazzi, preparati professionalmente e pieni di entusiasmo: Alberto Vignati e Laura Cignatta. Da marzo 2016 hanno dato nuova vita alle aziende agricole delle rispettive famiglie seminando antichi semi di varietà antiche locali pressocchè scomparse e tramandate in famiglia . Sia il processo di trasformazione , sia la coltivazione sperimentale in pianura di grano saraceno e l’utilizzo di spighe antiche fanno di quest’impresa un’attività unica in provincia.

Cinzia de I Perinelli

4) Cinzia Colombi, Cooperativa agricola sociale “I Perinelli” Ponte dell’Olio ha raccontato una realtà operativa interessante che tramite la coltivazione di vitigni e la produzione di vino biologico,  produce reddito in collina operando nell’ambito dell’agricoltura sociale. Attualmente lavorano 6 dipendenti a tempo indeterminato e 6 tirocinanti in via di contratto. L’esperienza lavorativa e le capacità organizzative di Cinzia hanno permesso di creare l’associazione Valnure che riunisce ben 21 aziende del territorio per eccellenze nel settore biologico. Un bello smacco per coloro che ritengono Piacenza incapace di “fare rete”.

Paolo Rossini e Laura Ghisoni

5) Paolo Rossini e Laura Ghisoni dell’azienda agricola “Verde Lattuga” a Mareto, Farini.

Agricoltore di montagna, a 1000 metri Paolo, dopo aver volontariamente lasciato il suo lavoro di elettricista per lavorare la terra, produce da due anni un orto con metodo naturale, senza l’apporto alcuno di chimica né prodotti di origine animale seguendo anche la filosofia sinergica”. Le sue eccellenze: daikon, topinambur e diverse varietà di patate.

Condivide con la sua compagna Laura principi di vita sana ed attenta ai ritmi della natura.

Luca Ardigò

6) Luca Ardigò allevamento bovino Mareto, Farini

Circa 2 anni fa Luca, finiti  i suoi studi in agraria, dalla città di Cremona, si è trasferito dai nonni, sopra un cucuzzoletto di montagna. A portarlo a vivere in un paesino di sole 40 persone è stata la sua passione di sempre : ritornare alle origini, riprendere l’attività dei suoi bisnonni e produrre carni con metodi naturali vendute direttamente al consumatore.

Luca Modolo

7) Luca Modolo, Azienda agricola Modolo, Predalbora di Farini

Produttore insieme alla sua famiglia dell’ottimo miele conosciuto dai piacentini e vincitore di premi internazionali, Luca e la sua famiglia si distinguono per il loro storico impegno nel portare avanti una politica di valorizzazione del prodotto locale, assolutamente naturale anche nella lavorazione e nella difesa del patrimonio territoriale e culturale. E’ stata ribadita l’importanza di ridare nuova linfa a marchi piacentini come Natural Valley e BioPiace.

Franco Bonisoli

8) Franco Bonisoli Azienda agricola Caselasca di sotto, Bettola

A 560 metri d’altitudine presso l’Ashram di Yoga della maestra Gabriella Cella, un agriturismo abbandonato a se stesso con gli annessi 25 ettari di bosco e coltivo, viene riqualificato da un gruppo di persone provenienti da province diverse che costituiscono “Gli amici dell’Ashram”. Franco Bonisoli portavoce del gruppo ha presentato il loro progetto di vita comune per lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile in collina, di tutela del territorio collinare e di supporto allo sviluppo di piccole economie locali. L’Ashram si è subito rilevato un centro etico di aggregazione sociale per una diversificazione di iniziative virtuose sul territorio.

Ha chiuso la mattinata Fernando Tribi di Slow food Piacenza che ha fatto il punto sulle esperienze di Slow Food sul territorio ed ha presentato due interessanti progetti in via di sviluppo per i quali saranno messe in campo interessanti collaborazioni.

La parte pomeridiana la trovate documentata qui

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Grazie per le informazioni che condividi. Utili e ottime 😉

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