Una giornata con la famiglia Modolo.

 Una famiglia speciale, un miele speciale.

La famiglia Modolo si muove come fosse una famiglia di api. Si muove compatta, unita, come un unico sciame. Al suo interno ciascuno ha il proprio ruolo definito che svolge con passione e competenza.

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Luca, il nostro giovane laureando ha 27 anni, diplomato all’istituto tecnico agrario, da quando era piccolo ha imparato a lavorare con le api; ha grande maestria nel manipolare gli alveari e gli sciami d’api. Lo fa con naturalezza ed eleganza. Ha modi di altri tempi, pensieri elevati e la saggezza di chi conosce bene due mondi. Quello frenetico e compulsivo della grande città, Milano, dove è nato, cresciuto i primi anni della sua vita e dove oggi frequenta la facoltà di Medicina veterinaria e quello rurale, del piccolo borgo di montagna, isolato e tranquillo legato ai ritmi della campagna, dei lavori scanditi dalle stagioni e dalla vita delle api.

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Mamma Giuliana ha il suo regno nel laboratorio di smielatura e confezionamento del miele. Di padre casertano e madre bresciana, è persona solare e disponibile. Oltre ad operare all’interno dell’azienda con perizia e pazienza e ad avere un ruolo indispensabile nella commercializzazione del miele e nelle relazioni pubbliche dà l’idea di essere anima fondamentale negli equilibri familial-aziendali.

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L’artista di casa, Chiara, è la più piccola della famiglia Modolo; qualche anno fa ha dipinto una bellissima ape per la tesina del diploma di maturità del Liceo artistico che si staglia elegante e fiera sulla parete del “locale vendita” a Predalbora dove la famiglia vive dagli anni ’90.  Adesso ha 19 anni e frequenta  l’accademia delle belle Belle Arti di Brera a Milano. Nel tempo libero dà una mano in azienda partecipando ai diversi mercati provinciali e fabbricando utensili vari utili agli apicoltori di famiglia. I genitori sono molto fieri di lei e felici del fatto che il trasferimento dalla gran capitale del Nord al piccolo borgo di 10 anime non abbia scontentato la giovane donna. Anzi!

Mi racconta fiero suo padre che “quando Chiara torna il fine settimana da Milano fa spesso notare quanto sia stato duro per lei trascorrere le giornate in città e rifiorisce di gioia nell’immergersi nelle verdi vallate di Predalbora”.

Poi c’è il papà, appunto, Romano Modolo. Il capo. Non certo un fuco “usa e getta” come si usa negli alveari di api a conduzione rigorosamente matriarcale!

E’ un capo rispettato, democratico, apparentemente burbero ma dal cuor gentile e dall’intelligenza sveglia e lungimirante.

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Romano e Luca alle prese con la cattura di uno sciame di api

E’ stato lui a dare vita a quest’attività pian piano, viaggiando nei primi anni tra Milano e la Val Nure sistemando gli alveari in posti sempre magici, in piena Natura, lontani da qualsiasi fonte di inquinamento… Tornava ogni settimana per controllare lo stato delle sue arnie e, diciamolo pure, per godersi la “sua” valle! Il silenzio, la natura, gli amici con i quali man mano fraternizzava insieme alla sua famiglia…

All’inizio degli anni ’80 la produzione di miele era effettuata solo per un uso familiare e solo dopo aver “scoperto” Predalbora ed acquistato una casetta nel borgo circa 10 anni dopo, Romano lascia definitivamente il suo impiego di insegnante e si trasferisce definitivamente nella sua amata valle con tutta la famiglia dando nuova struttura e vitalità all’allevamento delle api.

Infine c’è Alessandro, il figlio maggiore. Alessandro aveva condotto inizialmente l’azienda agricola e contemporaneamente studiava all’università Bocconi. Una volta conseguita la laurea, ha passato il testimone a Luca ed ora vive nelle campagne tra Milano e Pavia. Pur avendo ottenuto un buon lavoro “da subito” non è stato semplice nè leggero abbandonare la vita da apicoltore e la verde vallata.

“Abbiamo dovuto impedirgli di mollare i suoi studi così promettenti e di seguirci nella nostra attività famigliare” mi raccontano Giuliana e Romano. Si stava ritagliando così bene il suo spazio lavorativo nella società che abbiamo dovuto insistere affinchè non perseguisse la nostra stessa strada come avrebbe desiderato… Ancora adesso, qualche volta sembra rimprovercelo…”

I Modolo fanno produzione biologica fin dagli albori .

Mi racconta Luca che quando negli anni ’90 suo padre “faceva i mercatini” in giro per la provincia di Piacenza e commercializzava il loro miele biologico, veniva considerato quasi un “impostore, un imbroglione”, uno che proponeva prodotti “impossibili” o “inesistenti”. In effetti, aggiunge Luca “il concetto di biologico, ai tempi di mio padre era ben lontano dall’affermarsi nei piccoli centri e Romano si può considerare un precursore dei tempi nella nostra provincia”. In realtà ancora oggi c’è purtroppo più sensibilità a Milano che da noi…mi fa notare.

Il miele della famiglia Modolo è prodotto con tecniche naturali ed artigianali. La disopercolatura dei favi è operata interamente a mano da Donna Giuliana così come tutte le operazioni di estrazione del miele avvengono a freddo.

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Considerando che i Modolo posseggono circa 250 alveari e che ciascuno ha 10 telaietti da cui eliminare l’opercolo per poter accedere al miele si può immaginare che “giro di lavoro manuale” c’è dietro ad ogni arnia… Ma a Giuliana questo lavoro piace. Quando i “suoi ragazzi” tornano dalla montagna con il loro bottino, lei accende la sua vecchia e fedele radio e…si immerge, silenziosa nel suo lavoro certosino…

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Queste manipolazioni realizzate come si faceva una volta, con l’amore e la serenità di chi trova godimento e motivo di realizzazione nel regalare il giusto tempo a ciascuna operazione non è solo una scelta etica ma garantisce il mantenimento delle caratteristiche organolettiche del miele e ne preserva le proprietà nutrizionali.

In poche parole il miele è molto buono e fa bene!

Cosa rende particolare il “BioMiele della famiglia Modolo”?

Dopo aver conosciuto Luca e la sua famiglia, dopo averli seguiti in una intera giornata di lavoro, aver visto alcune delle località amene dove hanno collocato gli alveari, dopo aver potuto apprezzare la cura e il rispetto nel mantenere il territorio; dopo aver amabilmente chiacchierato con loro immersi in una natura antica e fra antiche mura (le prime case di Predalbora risalgono alla fine del ‘700) non ho dubbi che il prodotto del loro lavoro sia il risultato di perizia, serietà e passione. Di amore per le api e sano amore per la Natura.

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D’altronde quando chiedo a Giuliana cosa l’abbia spinta a lasciare la sicurezza del lavoro e della vita a Milano per intraprendere con 3 figli un’attività incerta in una località così fuori dal mondo come Predalbora lì dove la strada, un tratturo in gran parte non asfaltato e franoso finisce e muore… lei mi risponde d’impulso: “l’amore per la Natura”. Poi in accordo con Luca aggiunge “..e sì, è vero…anche un pizzico di follia”.

Potete trovare l’ottimo miele presso i mercatini di Piacenza e provincia, a Milano e a Predalbora a circa 8 km da Groppallo, in Val Nure.

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