Permacultura sociale

Un progetto ambizioso, tutto piacentino, nato qualche anno fa per opera di una coppia di genitori: Elda ed Alessandro. Medico lei, con un passato da regista ed operatore nel settore commerciale lui.

Il loro obiettivo è quello di costruire una prospettiva per i propri figli che si basi su valori sani, secondo principi rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, in campo agricolo sociale.

La ricerca di un appezzamento di terra dove realizzare il loro progetto, li indirizza verso l’acquisto di un agriturismo in pianura, a Caratta di Gossolengo, non lontano da Piacenza che restaurano con gusto e passione.

Si fa pian piano strada l’idea di realizzare un sistema di produzione agricola biologica integrato ad un impianto di acquacoltura d’acqua dolce che potesse quindi, sia diversificare le tipologie di offerte di lavoro nel settore sociale, sia soddisfare criteri di ecosostenibilità.

Con il passar del tempo, le strade di interazione fra i due sistemi, quelle di supporto reciproco ed i relativi risvolti produttivi crescono “naturalmente” fino a poter concretamente parlare di “progetto di permacultura”

La permacultura è un’arte.

L’arte di progettare sistemi umani ecosostenibili da più punti di vista, fondati sulla centralità dell’agricoltura e su un’attenzione particolare al territorio.

In qualche modo la permacultura va a braccetto con l’agroecologia, un tipo di agricoltura che tende a ricostituire, ricreare equilibri presenti in natura e ad applicarne i principi per tendere ad un ecosistema maturo.

Rappresentano in qualche modo l’espressione di un dialogo tra saperi agricoli tradizionali e scienze agrarie moderne .

L’aspetto intrigante di queste pratiche, è che il sistema, quando è a regime, non richiede un continuo apporto energetico o input esterni costanti ma, tendendo verso la sostenibilità, trova, col tempo, un suo equilibrio, il proprio “climax rurale”.

Con queste pratiche si punta a modificare il modello agricolo tradizionale basato in gran parte su colture annuali energivore ed utilizzare, per esempio, colture pluriennali che possano ridurre i consumi energetici, il consumo dell’acqua, la fatica dell’uomo…

A ripristinare e mantenere viva la fertilità della terra piuttosto che continuare a sfruttarla fino all’osso.

Con questi obiettivi di innovazione, Alessandro nel 2010, dopo aver frequentato un corso di permacultura a Milano presso Cascina Santa Brera, coadiuvato da validi collaboratori, sperimenta l’agricoltura sinergica e biologica e predispone il sistema integrato agricoltura-acquacultura.

Parte con un lago dove allevare pesci autoctoni e successivamente, per aumentare l’efficienza del sistema, fa scavare le prime 4 vasche in terra battuta, senza aggiungere infrastrutture artificiali.

Il ciclo integrato ha poche entrate energetiche e molte uscite produttive.

Vediamolo a grandi linee.

L’acqua utilizzata per l’allevamento, che proviene dai canali irrigui, viene filtrata in uscita da un capiente lago di fitodepurazione, di circa 1500 mq, dove, a tale scopo, sono state piantate varie specie: il loto, la tifa, le ninfee e finanche le ormai rare e preziose castagne d’acqua.

Piante ossigenanti e purificanti che sono parte anch’esse di un ciclo vitale e funzionale; lungi dall’essere degli scarti di un processo bio-chimico o ambientale, molte di loro diventano fonte di alimento;  acquistano funzione ornamentale o vengono utilizzati per costruire oggetti d’artigianato.

Per esempio del loto si può mangiare tutto,” mi racconta Alessandro, “dalla radice, ai semi ai boccioli. La tifa, commestibile in varie forme, è ben apprezzata anche sotto l’aspetto ornamentale tal quale oppure per creare intrecci rustici ed eleganti che danno vita a ceste di varia forma.”

Anche il management vero e proprio di allevamento è importante per rientrare in una filosofia attiva di rispetto per l’ambiente e per gli animali.

Qui la densità dei pesci, infatti, è molto bassa. Parliamo attualmente di previsioni massime di 5 kg/mc se mai si lasciassero ingrassare tutti i pesci in vasca.”

Le specie ittiche allevate sono arborelle, tinche, pesci gatto. Il ciclo di accrescimento dura all’incirca, a seconda delle specie e dei fattori ambientali, da 16 a 18 mesi per cui ogni due anni circa le vasche vengono svuotate, ripulite e trattate con calce viva.

Poi dal fiume che approvvigiona le vasche , arrivano cavedani, vaironi, pseudorasbore…

Per ora”, mi dice Alessandro, “vengono acquistati una parte degli avannotti ma in seguito prevediamo di chiudere in loco il ciclo con i nostri pesci adulti che, riproducendosi naturalmente in vasca, daranno origine alle progenie da ingrasso”.

L’acqua in uscita dalle vasche infine, una volta depurata attraverso il sistema di fitodepurazione, viene utilizzata per irrigare i campi e gli orti. Si punta all’ottimizzazione delle risorse, al risparmio energetico e ad un equilibrio uomo-natura.

Attualmente, infatti, presso l’azienda è attivo anche il progetto di orticoltura bio-sinergica : “Adotta un orto biofamiliare” che sostiene il lavoro di ragazzi svantaggiati e li aiuta ad inserirsi nel mondo del lavoro facendo apprezzare loro il contatto con la natura.

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Non dimentichiamo che per Alessandro ed Elda, l’aspetto sociale dell’agricoltura è di primaria importanza nei loro obiettivi di lavoro e di realizzazione.

Un altro tassello importante in via di sviluppo è il progetto di “food forest”: una piantagione mista di alberi da frutta: cotogno, melograni, fichi, noci, nocciole… alternati alle aree orticole, ad arbusti, alle piante erbacee..

L’obiettivo è ottenere una “foresta commestibile” un “orto-bosco” costituito da coltivazioni multiuso e multifunzionali il più possibile in sinergia con la flora e la fauna spontanee.

A questo punto chiedo cosa pensa di realizzare a medio lungo termine nel settore ittico.

Entro l’anno” mi dice Alessandro, “vorremmo preparare altre 4 vasche di allevamento; magari allevare anche le rane e prima o poi completare il numero di 30 vasche previsto nel progetto

Certo che promuovere un’agricoltura più solida in termini ecologici, bio-diversificata, resiliente, sostenibile e socialmente giusta è proprio un bellissimo sogno!

Magari riuscissimo a realizzarlo insieme, ciascuno con le proprie possibilità e la propria filosofia di vita, valorizzando le nostre diversità e puntando sulle nostre sinergie.

Forza contadini resistenti, proviamoci tutti insieme!

Sosteneteci partecipando alle nostre feste e dialogando con noi.

Vi aspettiamo OGGI dalle 19 in poi

presso la Locanda dei Melograni per la festa

I contadini resistenti al ritmo degli Enerbia”

In caso di maltempo, metteremo a disposizione gradevoli spazi  al coperto dove goderci la serata!

 

 

 

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