L’azienda dei fratelli Gusai, un esempio di valorizzazione del territorio

Esattamente a metà strada fra Val Trebbia e Val Nure, all’incrocio dei due mondi agricoli e turistici, da circa vent’anni sorge una realtà molto interessante, ottimamente integrata nel tessuto rurale locale ma, al contempo, particolare e sui generis.

E’ l’Azienda dei fratelli Gusai: un tuffo nella Sardegna più autentica, senza fronzoli. Bella.

Arrivo una bellissima mattina di autunno con il Concrena che mi fa compagnia e la Pietra Parcellara che mi chiama piu avanti.

Mi accoglie Giuseppe uno dei 3 fratelli. Una stretta di mano forte, uno sguardo profondo che corre dritto negli occhi.

Uno sguardo di una persona schietta, sincera. Mi sorride. Non troppo, non poco. Il sincero.

I Gusai puntano all’alta qualità nella ristorazione (riuscendoci!) e all’autosuficienza dell’azienda.

Mi dà l’idea più di un villaggio, che non di un agriturismo.

Come fosse un  piccolo “feudo” moderno, molto aperto alle collaborazioni esterne.

Ed è accogliente, molto accogliente. Tutti i giorni si può andare a mangiare presso l’agriturismo, non ci sono giorni di chiusura, né, quasi, direi, orari impossibili!

“Non mandiamo mai nessuno indietro”, mi dice Giuseppe.

“Se vengo solo io, con la mia piccola famiglia?” chiedo.

“Certo, anche da sola, potrai sempre mangiare da noi; noi siamo sempre qua”.

Bello!

Finalmente un posto dove non si deve necessariamente prenotare ed essere un minimo di…! (Un consiglio però per chi volesse andarci nel fine settimana : prenotate perché è sempre pieno!)

La storia dell’azienda inizia nel lontano 1993 quando la famiglia Gusai si trasferisce nell’appennino piacentino acquistando quella che diventerà la loro azienda con 45 ettari di terreno fra bosco e pascoli.

Provengono dall’entroterra di Nuoro dove avevano una macelleria che, però non riusciva a sostenere una famiglia di 5 persone e così, su suggerimento di un parente già emigrato nel parmense, arrivano nel “continente”.

La loro attività inizia con la produzione di formaggi sardi, l’impegno nei numerosi mercati, la costruzione dello spaccio in azienda.

Poi l’allevamento, la coltivazione del terreno ed infine l’agriturismo.

Adesso la famiglia Gusai possiede circa 200 capi di animali fra capre, pecore sarde, maiali, bovini e asini. Producono oltre i formaggi, anche salumi e speck. (Lo speck è ancora a livello sperimentale, ci tiene a precisare Giuseppe mentre mi mostra con la sua gentile semplicità, il locale di stagionatura).

La bellezza di questa realtà così particolare, un po’ fuori dal mondo, è proprio la quasi totale autosufficienza delle proprie produzioni e del loro lavoro. Non solo sono casari, allevatori, contadini…ma anche falegnami, muratori, inventori ed innovatori.

Coltivano orzo, farro, grano e, dotati di un proprio mulino, producono le proprie farine.

Mi spiega Giuseppe che, quello che a loro manca (per ora!) è produrre il proprio vino che ad ogni modo acquistano da clienti fidati che vendono solo il vino di produzione locale e di qualità. Quindi…rimane un po’ tutto “in famiglia”.

Ma l’aspetto che più ti rimane nel cuore dopo aver conosciuto la famiglia, è proprio il loro calore, la loro semplicità, la correttezza dei modi e la trasparenza dei loro pensieri. La genuinità del cibo e dei gesti.

 

 

 

 

 

 

 

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