Silvia, Jonata e Antonella (detta Lilla)

Antonella, detta Lilla è una delle 26 vacche di Silvia.

Siamo poco distanti da Bobbio, sulle colline limitrofe dove il paesaggio diventa mosso, i calanchi parlano di trascorsi geologici, il verde acceso, la luce tagliente esalta i gialli del grano…

Finalmente riesco a fare visita all’azienda “Pontesopra” dove mi aspettano un sorriso, un omone e un papà in piena attività.

Bastano una stretta di mano, poche parole, un bicchiere d’acqua fresca ristoratrice e un feeling semplice e spontaneo prende forma fra di noi.

Non la smetto di parlare, non so perché, in realtà dovrei intervistare…

Mi accorgo che ho piacere nello scambiare le mie idee con loro e raccontare a Silvia chi sono i Contadini Resistenti, in cosa credono, come sono nati, quali sono i loro sogni. Sento che lei ne condivide i principi.

Ecco, arriva Jonata e così Silvia inizia a raccontare la sua storia, la  “loro” storia.

La fattoria  “è sempre esistita” mi dice Silvia ridendo, quando le chiedo di che anno è l’azienda, la sua casa, la stalla….  Mi piace molto questo suo modo concreto ed essenziale di pensare la realtà.

Lo ritrovo in ogni passaggio del suo racconto. Mi sembra proprio una parte sostanziale del suo carattere.

Scavando nei suoi ricordi e nei racconti di famiglia, Silvia ricava che l’azienda ha almeno un’ottantina di anni. Suo padre l’ha ereditata dai suoi genitori e, appena rilevata, l’ha convertita al biologico. Molto interessante, penso. Quindi un’azienda biologica…storica. Bravi, non ce ne sono molte di aziende così nel piacentino, mi dico.

Ma, anche questa scelta lungimirante e per niente scontata di 30 – 40 anni fa, a Silvia sembra in qualche modo…logica direi, quasi doverosa.

“Certo!” mi dice, “si è sempre stata biologica da quando me la ricordo”.

E poi? Incalzo io… quando vi siete inseriti voi nell’attività di famiglia? Perché questa scelta?

Silvia mi fa capire che suo padre negli ultimi anni si era molto stancato…

”Ma non certo del lavoro o della fatica che comportava curare gli animali, coltivare i campi vendere i propri prodotti” mi dice un po’ infervorata. “No, no di certo. E’ stata la burocrazia via via sempre più complicata, i mille ingarbugliamenti della gestione della sua attività, le difficoltà di ogni piccolo allevatore che, invece di snellirsi col tempo si appesantivano”.

Quante volte ho sentito e sento questa terribile verità che sta soffocando i custodi del nostro futuro!

Mi immagino Silvia che a casa per chissà quanto tempo assiste al travaglio mentale e psicologico della sua famiglia che vorrebbe lasciar perdere tutto ma che si rende conto che “il tutto” è la sua vita, la sua passione.

“Quando ormai la decisione di vendere tutto e smettere con l’attività era stata praticamente presa, ecco che mi scatta un quid che non saprei dire da dove sia nato e che mi fa pensare insieme a Jonata che forse potrei rilevare io l’azienda!” incalza Silvia.

“Si” interviene Jonata, “tutto è iniziato quando una volta mia moglie ha sostituito sua madre in stalla perché ella non stava bene. Qualcosa è cambiato nella sua percezione di quello che possedeva, che aveva sempre visto e dato in qualche modo per scontato”.

“Beh, la paura che tutto sarebbe andato perso”, concorda  Silvia. “La mia vita stava per cambiare e, insieme a Jonata che amava la campagna pur essendo di professione un elettricista poco avvezzo all’arte contadina, abbiamo fatto questo bel progetto insieme!”.

Attualmente Silvia e Jonata con l’aiuto del resto della famiglia gestiscono l’azienda che ha subito delle interessanti trasformazioni! Da un paio d’anni hanno aperto un bel caseificio aziendale: producono formaggi genuini e buoni (testati ovviamente!) a pasta morbida e semistagionati.

Una caciotta che sa di latte “anche questo non scontato”, un muffettato bianco (tipo brie per intenderci) una robiola estiva, lo yogurt e una delizia “nuova di zecca”: lo yogurt frozen! Ottimo!

Cosa mangiano le vostre vacche per fare un latte così buono? Chiedo mentre gusto il mio nuovo gelato frozen…

“La nostra erba medica, il nostro fieno…” Risponde Silvia

Ahhh…ovvio! Già…! penso io e sennò cosa??

Nei circa 30 ettari di terreno fra boschi, coltivi e prati incolti, l’azienda Pontesopra coltiva anche il grano che trasforma in farina biologica e fragrante PANE che viene cotto in azienda nel forno a legna…ovviamente! E sennò…come si fa il pane??!

Per fortuna (nostra prima di tutto!) Silvia e Jonata hanno preso in mano un’attività che poteva andare persa per maledette cause legate “ a come sta andando il mondo”!

E noi semplici mortali che NON sappiamo curare la terra, allevare gli animali, che non vogliamo sacrificare le nostre giornate per l’orgoglio di essere contadini MA che amiamo mangiare bene e SANO, siamo consapevoli di quello che fanno per noi i contadini sul nostro territorio?

Sosteniamo i piccoli produttori, sosteniamo le scelte dei piccoli contadini  che hanno il coraggio di continuare a lottare per darci un alimento sano e buono.

Silvia e Jonata saranno con noi al Mercato della Terra il 14 luglio a Rivergaro

VIENI A CONOSCERE SILVIA E JONATA DOMENICA 14 E A GUSTARE I LORO PRODOTTI.

RIMARRAI STUPITO: SANNO DI LATTE!!!

Ovviamente!” direbbe Silvia “e sennò con cosa si potrebbe produrre il formaggio, se non con il latte delle nostre vacche che mangiano quello che noi coltiviamo nei nostri campi…biologici??”

 

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