Una cascina fra boschi e calanchi

Quattro generazioni fa…

Campagna di Lugagnano, morbide vallate e colline antiche. Il cuore di quello che si scoprirà essere una stupefacente testimonianza dell’oceano ligure nel Pliocene, all’interno del parco regionale Monte Moria nella provincia di Piacenza.

Grandi possedimenti terrieri e poderi dove intere famiglie condividevano la fatica ed i benefici dell’essere parte di una stessa comunità.

Il tempo passa, la vita cambia e le proprietà si frazionano. Anche quella della famiglia di Elena si spezzetta ed arriva ai nonni di Elena così come oggi ella l’ha ereditata ( o quasi!)  e noi possiamo apprezzarla.

Si, quasi, perché allora era ancora un podere tradizionale: campi da coltivare in modo convenzionale, una stalla con 10-15 mucche da latte, poi galline, faraone, oche… Elena ricorda i racconti dei nonni: animali dappertutto, angoli di casa con gabbie ospitanti pollame vario. Il macello interno, il via vai di clienti provenienti da Milano per acquistare avicoli per ristoranti e negozi…

Un riferimento per la zona oltre il Po!

Poi, più niente. Silenzio e chiusura della prosperosa azienda.

Nel 2012 circa, Elena fa capolino nuovamente nella casa di campagna e, con Emanuele inizia a ridare vita a pezzettini della proprietà. Iniziano quasi per gioco dall’abitazione, i campi vicini, l’orto, uno sguardo al frutteto…

La nostra futura contadina non sa ancora che la sua vita la riporterà indietro nel tempo e sarà proprio da lì che ricomincerà insieme al suo compagno a far rinascere l’azienda.

Elena ed Emanuele sono giovani, appassionati ed innovativi.

Architetta lei, girovaga per lavoro ed esperienze (ha lavorato tra l’altro a Milano, a Pechino e a Singapore) nell’azienda si occupa principalmente di comunicazione e supporta Emanuele “un po’ come può”, soprattutto nella trasformazione dei loro prodotti in quanto, da free lance, mantiene ancora viva la sua professione.

E’ di fatto Emanuele che si occupa di portare avanti l’azienda ” Cascina Rivali” pur mantenendo attiva la sua passione per il basket e infilando la sua storica divisa da coach una volta a settimana.

Nel 2014 quando la coppia si è trasferita in loco, ha iniziato a lavorare con l’ortofrutta e nella vigna.

Hanno scelto subito metodi naturali e biologici seppur non certificati. Dal primo momento hanno tendenzialmente osservato ed accompagnato il ritmo della natura cercando di essere meno invasivi possibili nella gestione e cura dell’orto, del frutteto e della stessa vinificazione.

Attualmente l’azienda consta di circa 10 ettari in totale fra prati, un ettaro di orto, una vigna con circa una trentina di filari (barbera, bonarda, ciliegiolo, moscato bianco la parte storica della loro vigna), e poi nel resto dei vitigni producono malvasia, moscato, albana, dolcetto, ciliegiolo, lambrusco… e uva da tavola, 200 alberi da frutta, 5 ettari di bosco.

Il loro vino è “vino naturale” e, come mi spiega Emanuele, “ la lavorazione è fatta “a rosso” e “a bianco” ed il vino risulta più strutturato, lavorato ma anche più duro ed aromatizzato”.  Assaggio sia il bianco (Vein bianc) che il rosso (Vein russ) . Non sono un’intenditrice ma ho assaggiato altri vini naturali e questo mi piace. Ha una sua forma e soprattutto il bianco ha un gradevole aroma fruttato. La loro produzione annuale è di circa 1000 bottiglie ma puntano a produrne 4-5000 all’anno.

Anche il resto dell’azienda è interessante perché si legge la volontà di Elena ed Emanuele di dare ad essa un taglio fresco, innovativo ed anche molto rispettoso della natura.

Il laboratorio di trasformazione, per esempio, nuovo di zecca, produce marmellate e confetture (le Marmla’ piacentine) senza aggiunta di addensanti vari e composte da più frutti (coltivati senza trattamenti chimici) miscelati insieme con maestrìa e rigorosamente di stagione.

Dei succosi nettari di frutta prodotti per lo più a freddo (albicocche, mele, pere…), poche ma buone passate di pomodori e conserve varie (come le zucchine in agrodolce).

Quest’estate poi i nostri amici hanno iniziato a preparare “il Gelato contadino”: solo frutta del loro frutteto o spontanea nei campi limitrofi, senza latte né uova e siccome, il loro gelato artigianale è particolare come i loro “creatori” non è né proprio un sorbetto, né una granita…

I gusti: mela, zucca, pesca, fico, albicocca, melone…!  Non vediamo l’ora di assaggiarli!

Un’altra interessante idea agreste di Cascina Rivali è l’iniziativa “Adotta un albero” che permette all’azienda di recuperare un campo incolto di proprietà piantando varietà di frutta e al donatore di seguirne la crescita personalmemte ed entrare in contatto con la realtà dell’azienda agricola.

Le modalità di vendita sono le più disparate e i progetti tanti!

Elena ed Emanuele saranno presenti domenica 10 novembre al “Verso il Mercato della Terra”   insieme a tutti i  Contadini Resistenti in piazza Paolo a Rivergaro!

Vieni a conoscere la loro realtà e dialoga con loro! Ti aspettiamo!

In caso di maltempo troverai il mercato al coperto nella sala della Casa del Popolo in via Don Veneziani, 64 sempre a Rivergaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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