Missione: contadina. Marcella e le sue capre in Alta Val Tidone

Quando ascolti Marcella, la guardi negli occhi, percepisci che è lei che ha scelto la propria vita e che la sua vita è essere contadina.

Contadina di capre.

Non credo sia corretta come terminologia, ma credo rispecchi la sua anima.

Quando quarant’anni fa Marcella è nata nelle valli sondriesi, i suoi nonni contadini ed i suoi genitori contadini le hanno donato l’amore per il proprio lavoro nel rispetto degli equilibri naturali, pur nell’immensa fatica della sopravvivenza.

Marcella sembra forgiata da questo miscuglio di forza, impegno, attenzione per il proprio territorio.

Seguendo i genitori per lavoro, passa dalle monocolture uniformi della Valtellina alle montagne del Trentino dove, raccogliendo piccoli frutti scopre ed apprezza la diversità dei paesaggi e la loro naturalità.

Ma Marcella non si sente “nata per questa vita”.

Decide di studiare Scienze Naturali, si trasferisce a Pavia e da lì inizia la sua nuova vita portando con sé il prezioso bagaglio del suo imprinting.

Cerca lo stacco dalla forzata produttività dei campi di mele, dall’imprenditorialità spinta delle aziende trentine.

Cerca un territorio più autentico, abbandonato e selvaggio.

Cerca la sua autosufficienza ed un ambiente che le permetta di fare i passi giusti per raggiungerla.

Marcella sa quel che vuole: le capre.

Le capre per lei non sono un mezzo, non sono un fine. Le capre sono delle compagne di viaggio con cui condividere i ritmi della terra, mischiarsi con esse nella faticosa e dignitosa vita contadina.

Sono il suo sogno ricorrente sin da bambina.

Adesso Marcella possiede le sue capre, una trentina circa e ha fondato l’azienda “SASSI NERI”, dopo un costruttivo girovagare, trovando la sua casa in alta Val Tidone a Pozzallo di Romagnese fra boschi, prati ed una spaziosa vista sulle Alpi.

Vive e lavora insieme alla Cooperativa Agricola Canedo (di cui vi racconterò l’interessante storia in un’altra puntata) e si prende cura di se stessa, di suo figlio, degli animali, dell’orto, della terra…

Sì. Prendersi Cura. Non ho scelto questo termine distrattamente. E’ il senso della vita di Marcella e la condivisione di questo senso della vita è il suo appagamento, la sua gratificazione. “Questa scelta di vita” mi racconta “la sento una missione, quanto mi detta la mia anima”

Se mangi i formaggi che produce Marcella dal 2012, dopo una lunga esperienza a contatto con altri allevamenti caprini, troverai il sapore di tutta la sua cura.

Ogni capra ha il suo nome e ogni anno Marcella sceglie un tema, quasi a confermare anche con i dettagli (e qui i particolari vivono di densità propria) che si sente parte di un ciclo, di un progetto più grande in cui fare la sua parte con dignità. Ed ecco allora Lenticchia, Carota, Patata, Luisa, Elvira, ed ancora ultimamente il tema degli dei greci: Eros e Zeus. E infine la capretta più affezionata ed affettuosa: Zucca.

Mi spiega ancora Marcella che ogni capra ha il suo carattere proprio come le persone e Zucca un tempo era una delle più recalcitranti. Poi, un giorno ha partorito e la cura di Marcella in quei momenti particolari hanno creato un nuovo indelebile legame fra l’uomo e l’animale. Così succede per tutte, aggiunge. Un rametto nello zoccolo, una ferita soccorsa ed ecco il legame saldarsi per sempre.

Marcella non sa solo allevare capre e produrre ottimi formaggi che seguono il ciclo naturale della natura (yogurt di capra, capriola – caprino fresco, naturale o alle erbe aromatiche, tomino stagionato fiorito di capra stagionato, capraciotta, caciotta di capra tipo taleggio morbido, cabrì – caciotta di capra tipo brie, caprona, caciotta di capra tipo toma pasta dura, tronchetto al carbone vegetale stagionato …) ma si occupa del territorio in cui è immersa in un ottica di massima sostenibilità.

Mantiene puliti i fossi, fa la legna, cura l’orto, trasforma in marmellate i frutti. Le marmellate diventano accompagnamento per i suoi formaggi, il letame diventa concime e tutto quello che può offrire diventa condivisione con chi vuole conoscere la sua realtà e approfittare della bellezza dei luoghi e della vita sana che incarna.

“La cosa che ti dà più gioia nel tuo lavoro?”  le chiedo.

“Vedere correre i bambini liberi nei prati dietro le caprette. Mi fa bene più di una seduta di yoga!”

Ci salutiamo con quest’immagine negli occhi ed un senso di appagamento.

Ci diamo appuntamento domenica 10 novembre a Rivergaro, in piazza Paolo al Mercato della Terra :  Marcella sarà presente al mercato con i Contadini Resistenti dalle 9 alle 13

NON MANCARLA!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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